Prof. Bernardo Rocco

Доцент кафедры урологии
Университет Модены и Реджо-Эмилия
Columbus Clinic Center Chirurgica Robotica - Milan
www.columbus3c.com

Мой хирургический опыт в области роботизированной простатэктомии (удаления простаты) получен во время работы в одном из наиболее авторитетных медицинских учреждений, занимающихся лечением заболеваний предстательной железы в США, штате Флорида, под руководством профессора Випула Патела. Я являюсь соавтором одной из наиболее известных хирургических методик, позволяющих быстро избавиться от недержания мочи после радикальной простатэктомии при опухоли предстательной железы (так называемый шов Рокко).


МОЙ ПРОФЕССИОНАЛЬНЫЙ ОПЫТ

Моя академическая и врачебная карьера началась в Милане и в настоящее время охватывает разные страны мира. Мой разносторонний опыт включает в себя работу под началом доктора Патела, крупнейшего мирового специалиста в области роботизированной хирургии предстательной железы. На данный момент в моем активе более 500 операций, проведенных с использованием методики роботизированной хирургии.

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КУРСЫ ОБУЧЕНИЯ И НАУЧНЫЕ СИМПОЗИУМЫ

Я постоянно участвую в медицинских конгрессах, встречах и семинарах в Италии и за рубежом как в качестве ведущего, так и в качестве докладчика. Каждое из этих мероприятий – шанс поделиться опытом и в то же время перенять новейший опыт у лучших мировых специалистов.

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РОБОТИЗИРОВАННАЯ ХИРУРГИЯ

Я фундаментальным образом изменил подход к хирургическому вмешательству. Преимуществами используемой мной технологии, позволяющей сократить длину разрезов, снизить риски и ускорить сроки послеоперационного восстановления, уже воспользовались тысячи пациентов.

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ОПУХОЛЬ ПРЕДСТАТЕЛЬНОЙ ЖЕЛЕЗЫ

Опухоль предстательной железы – одна из наиболее распространенных патологий, встречающихся у мужчин. Она редко проявляется в возрасте до 50 лет и имеет ярко выраженный наследственный характер: в семьях, где у одного из родственников диагностируется рак простаты, риск того, что заболевание может обнаружиться и у других родственников...

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УДАЛЕНИЕ ПРОСТАТЫ С ПОМОЩЬЮ РОБОТИЗИРОВАННОЙ ХИРУРГИИ

На данный момент роботизированная хирургия – наиболее часто используемая техника хирургического вмешательства при лечении рака простаты. В США более 85% операций радикального удаления простаты осуществляются с использованием технологии роботизированной хирургии...

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ЧАСТО ЗАДАВАЕМЫЕ ВОПРОСЫ

Данный раздел полностью посвящен сомнениям и вопросам, беспокоящим пациентов. Это возможность напрямую связаться со мной и найти ответы на вопросы о здоровье, о медицинских процедурах, о методах лечения, применяемых в онкологии, и о хирургии в области урологии.

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Отзывы

  • Avevo sempre avuto timore dei medici: una cosa stupida, che capisco solo adesso. Erano passati 5 anni dall’ultimo controllo. Poi, mi ero fatto coraggio e, nel maggio del 2012, avevo deciso di farmi visitare e subito mi avevano detto che c’era qualcosa che non andava alla prostata. Il mio Psa era a quota 7,10.

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  • I dottori mi prospettano subito 3 soluzioni: la cura farmacologica, l’intervento chirurgico tradizionale e quello, invece, con il robot. Io conoscevo la laparoscopia ma non il robot. Un robot che mi opera in maniera assolutamente non invasiva, con una precisione assoluta, che non lascia ferite grandi e che permette una convalescenza più corta e meno dolorosa. Io ho detto subito sì: “scelgo la chirurgia robotica”, ho detto loro. Non ho avuto dubbi al riguardo ed è stato facilissimo, per me, scegliere. Mi sono sentito di fidarmi e ho deciso di operarmi col robot.

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  • Mi dissero che avrebbero dovuto asportare l’intera prostata. L’intervento sarebbe stato condotto dal Dottor Bernardo Rocco, che io conoscevo per fama: in particolare, una mia conoscenza mi aveva raccontato quanto fosse bravo, che aveva lavorato in America con i più grandi esperti di chirurgia robotica del mondo. Mi sono sentito più tranquillo.

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  • Arriva ottobre. Nel frattempo, il mio Psa aveva oltrepassato quota 11. Il mio intervento è fissato per l’8 ottobre. Quando arriva quel giorno, io mi ritrovo solo, anche perché, nel frattempo, il mio matrimonio è naufragato. Entro in sala operatoria, forse proprio perché sapevano che fuori non mi aspettava nessuno, tutti, nell’equipe medica, mi davano conforto: mi facevano parlare, mi accarezzavano, mi trattavano con una straordinaria umanità e dolcezza.

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  • Mi sveglio e mi portano in terapia intensiva, a causa dei miei problemi di cuore: ho 4 bypass. Rimango lì 24 ore, poi altri tre giorni e, alla fine, mi mandano a casa. Tengo il catetere per nemmeno una settimana: non ho problemi di dolori ma il primo mese è duro a causa dell’incontinenza. Dopo 30 giorni, al controllo, la mia Psa è praticamente a zero: sono ufficialmente guarito.

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  • Continuo con la riabilitazione a casa: i medici mi hanno dato un manuale che seguo meticolosamente e mi dice esattamente cosa fare. Continuo anche con le visite di controllo mentre, in appena 4 mesi, il problema di incontinenza è risolto.

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  • Sono passati 7 mesi dall’intervento: so che hanno asportato tutta la prostata e, con essa, 29 linfonodi. Un record, mi hanno spiegato i medici. Purtroppo ancora ho il problema sessuale, il dottor mi ha detto che il tumore aveva colpito un fascio di nervi erigenti che è stato sacrificato perché troppo in prossimità del nucleo del carcinoma: probabilmente potevano essere già intaccati dal tumore.

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  • Dopo una certa età, è consigliabile tenere sotto controllo la prostata. Si sa. Ed io, infatti, l’ho sempre fatto. Ed è stato così che, negli anni, ho visto il mio Psa salire fino a 11, un record che non faceva decisamente pensare bene.

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  • Così, a 71 anni e con una prostatite acuta, decido di muovermi e di chiedere più di un consulto. Il primo urologo da cui vado, mi sbologna in appena cinque minuti. Il secondo, invece, mi dice di volermi fare una serie infinita di esami, tutti a pagamento. Il terzo, poi, mi spiega che la prostata ingrossata va affrontata con una prostatectomia parziale, effettuata con l’intervento classico, o con una prostatectomia totale eseguita, magari, con il robot.

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  • Raccolgo molte informazioni su internet e in me si consolida la convinzione di essere operato col robot e di farmi asportare interamente la prostata, così da non avere più pensieri, almeno su quel fronte. Così, su consiglio di mia moglie che ancora non mi sente tranquillissimo, vado da un mio amico medico: mi parla del professor Rocco e mi dice che lui, per l’intervento in robotica, è un vero e proprio fenomeno.

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  • Mi affido così, senza dubbi, al professor Rocco e al suo staff che è eccezionale: recupero in maniera velocissima ed il poco sanguinamento si esaurisce in appena 3 giorni. Torno a casa senza il più piccolo problema d’incontinenza e con un getto d’urina perfetto.

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  • Alla prima visita di controllo dopo l’intervento, il dottor Rocco mi fa vedere il video della mia operazione: assisto così al distacco della mia prostata, con una precisione e perfezione che mi lascia senza parole. Ora sto bene, non ho nessun problema di erezione e il mio Psa è pari a zero. Sono sereno.

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  • Andai su internet e cercai se in Italia ci fosse stato qualcuno che praticasse la prostatectomia robotica. E così trovai il professor Bernardo Rocco. Lo contattai e fu lui ad operarmi a luglio del 2008: non ho dovuto aspettare sei mesi.

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  • Sei ore di operazione dalla quale io sono uscito benissimo. Cinque giorni dopo ero già a casa e, di lì a due giorni, non avevo più neanche il catetere. Non ho avuto problemi di incontinenza in seguito all’operazione. Sono stato subito bene. Così bene che appena due settimane dopo l’operazione sono potuto andare a Roma, in viaggio: lì c’erano ad aspettarmi i miei amici californiani.

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  • Quando mi hanno consegnato l’esame istologico, l’unica cosa che sapevo era che avevo un tumore alla prostata e che doveva essere operato. Nient’altro. Sarei stato sottoposto ad un’operazione tradizionale, con tutte le conseguenze del caso, che io avevo accettato perché non sapevo di avere un’alternativa.

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  • Ho degli amici in California. Ci parliamo spesso, via Skype. Ed è così che una sera gli ho raccontato di quello che mi stava succedendo. Mi sono confidato con loro, detto che sarei stato sottoposto ad un’operazione sei mesi dopo. E sono stati loro a dirmi quel che ignoravo: non dovevo aspettare sei mesi. Non dovevo sottopormi ad un’operazione tradizionale. Fu allora che sentii per la prima l’espressione “chirurgia robotica”. In California tutti usavano il robot per quel tipo di operazione: perché non avrei dovuto usarlo anch’io?

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  • Andai su internet e cercai se in Italia ci fosse stato qualcuno che praticasse la prostatectomia robotica. E così trovai il professor Bernardo Rocco. Lo contattai e fu lui ad operarmi a luglio del 2008: non ho dovuto aspettare sei mesi. Sei ore di operazione dalla quale io sono uscito benissimo. Cinque giorni dopo ero già a casa e, di lì a due giorni, non avevo più neanche il catetere. Non ho avuto problemi di incontinenza in seguito all’operazione. Sono stato subito bene. Così bene che appena due settimane dopo l’operazione sono potuto andare a Roma, in viaggio: lì c’erano ad  aspettarmi i miei amici californiani.

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  • Tutto è iniziato qualche mese fa, con un nuovo amore, una passione intensa e inattesa. È ora di affrontare i piccoli problemi dei sessant’anni mi dico: un vigore non proprio eccellente, quella fastidiosa frequenza nell’urinare. Vado dall’andrologo, è la prima volta nella mia vita. Il professor Gentile mi accoglie con un sorriso complice e mi ascolta con attenzione. Non deve preoccuparsi, sono cose normali, talvolta anche in uomini più giovani di lei dice. A proposito, già che c’è lo facciamo un PSA? Sono due anni che non lo faccio, mi vergogno a dirlo e, di lì a poco, mi renderò conto di quanto sono stato sconsiderato nel trascurare quel semplicissimo test.

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